Scommesse illegali e riciclaggio
14/04/2025 2025-06-25 15:02Scommesse illegali e riciclaggio
Il caso Milano evidenzia le vulnerabilità del calcio professionistico e di comparti ad alto rischio come il Luxury
A cura di Sergio Silvestri
La recente operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano e dalla Procura della Repubblica ha scoperchiato un sistema criminale che intreccia scommesse illegali, riciclaggio di denaro e uso di prestanome. Il sequestro preventivo, per un valore complessivo di 1.533.753 euro, ha coinvolto cinque persone fisiche e una persona giuridica, con contestuali provvedimenti di arresti domiciliari per i principali indagati.
L’inchiesta ha portato alla luce il coinvolgimento di diversi calciatori di Serie A in attività di scommesse illegali, principalmente su piattaforme non autorizzate e in giochi come il poker online.
Le indagini hanno rivelato l’esistenza di una rete strutturata che operava nel territorio milanese, basata su:
- Finte vendite di beni di lusso (orologi e gioielli mai consegnati) attraverso una gioielleria, usata per mascherare i pagamenti dei debiti di gioco con causali fittizie.
- Utilizzo sistematico di prestanome per movimentare denaro tramite carte PostePay, conti Revolut e bonifici bancari, per oltre 300.000 euro, più ulteriori 400.000 euro in contanti.
- Promozione delle piattaforme illegali da parte degli stessi scommettitori, incentivati con bonus e riduzioni del debito.
Le indagini hanno rivelato che alcuni di questi atleti avrebbero utilizzato una gioielleria milanese per saldare i debiti di gioco, simulando l’acquisto di beni di lusso mai consegnati. Inoltre, è emerso che alcuni calciatori avrebbero promosso le piattaforme illegali tra i colleghi, incentivati da bonus o riduzioni del debito.
Il quadro che emerge è quello di un ecosistema opaco che, pur partendo dallo sport e dalle scommesse, si estende a circuiti di pagamento e intermediari economici difficilmente tracciabili. Un modello tipico del riciclaggio, che sfrutta lacune normative e debolezze nei controlli.
La VI Direttiva Antiriciclaggio: un passaggio cruciale
In questo contesto, la VI Direttiva Antiriciclaggio dell’Unione Europea (2023/2024) rappresenta un passaggio cruciale, ampliando in modo significativo l’elenco dei soggetti obbligati al rispetto degli obblighi AML (Anti-Money Laundering).
Tra le novità più rilevanti, l’introduzione di nuovi soggetti obbligati, tra cui:
- Club calcistici professionistici e procuratori sportivi
- Gioiellerie e operatori del lusso, con soglie differenziate:
- Preziosi e orologi: operazioni superiori a 10.000 euro
- Auto di lusso: operazioni superiori a 250.000 euro
- Yacht e jet privati: valore unitario superiore a 7,5 milioni di euro
- Opere d’arte: transazioni e intermediazioni superiori a 10.000 euro
- Fornitori di servizi di cripto-attività
Inoltre, viene rafforzata la responsabilità penale delle imprese ed è stato introdotto un limite uniforme UE di 10.000 euro per i pagamenti in contanti, proprio per contrastare pratiche elusive come quelle emerse nel caso di Milano.
La direttiva sottolinea anche l’importanza di misure rafforzate di adeguata verifica (KYC) e due diligence nei confronti dei clienti a rischio elevato.
Formazione come strumento di prevenzione
Di fronte a uno scenario così articolato, la formazione specializzata è una leva fondamentale per prevenire e contrastare fenomeni di riciclaggio e finanziamento illecito.
La European School of Banking Management, con la Scuola Italiana Antiriciclaggio & Compliance, propone l’International Executive Master AML/CFT Diploma: il percorso formativo più avanzato a livello internazionale in ambito antiriciclaggio, che prevede il conseguimento delle due certificazioni più prestigiose del settore: AMLACERT® e CAMS®.
Il Master:
- Fornisce una preparazione avanzata e aggiornata sulla normativa AML/CFT, con focus su soggetti obbligati, red flags, KYC, segnalazioni di operazioni sospette e tecniche di monitoraggio.
- È strutturato per formare professionisti capaci di operare sia nel settore bancario e assicurativo che in settori non bancari, come sport, lusso, real estate e cripto-asset.
- Permette di conseguire le certificazioni AMLACERT® e CAMS®, riconosciute a livello internazionale.
Conclusione
Il caso di Milano è solo uno dei tanti segnali che dimostrano come il rischio AML si sia ormai esteso ben oltre il settore bancario e assicurativo, infiltrandosi in mondi come il calcio, il lusso e i circuiti di pagamento alternativi. La VI Direttiva AML rappresenta una risposta normativa forte e necessaria. Ma da sola non basta.
La prima vera linea di difesa è rappresentata da professionisti competenti e adeguatamente formati, in grado di riconoscere i segnali, leggere le anomalie e intervenire tempestivamente.
È nella loro preparazione – nella capacità di applicare concretamente KYC, due diligence e SOS – che si gioca oggi la partita più importante contro il riciclaggio.
E solo una formazione di alto livello può trasformare questa barriera in uno strumento davvero efficace.