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Punti vendita ricarica: un’analisi del sistema

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Punti vendita ricarica: un’analisi del sistema

A cura di Joseph Malvisini

Ritorniamo di nuovo sul tema dei punti vendita ricarica solo per raffigurare come l’operatività dei pvr rappresenti un argomento sempre di interesse per estensione e numerosità e al contempo molto controverso per posizioni differenti sulla liceità del fenomeno.

Al riguardo è interessante una recente pronuncia della Corte dei Conti. Nella relazione sul Rendiconto Generale dello Stato per l’anno 2021, la Suprema Corte ha manifestato vivo interesse per il settore dei giochi, ovviamente nel quadro delle mancate entrate conseguenti agli effetti delle chiusure dovute alla pandemia Covid.

Riprendendo un passaggio della agenzia Agimeg che cita direttamente la relazione “nel 2021 le entrate da giochi, dopo la forte riduzione del 2020, conseguente alle limitazioni imposte dalla normativa per fronteggiare l’emergenza pandemica, hanno fatto registrare una significativa ripresa, posizionandosi su valori di poco superiori a quelli riscontrati nel 2019. La raccolta totale lorda è risultata pari a 110,9 miliardi, con un incremento di 22,5 miliardi rispetto al 2020, tornando sui livelli del 2019; le vincite ammontano a 95,5 miliardi (importo maggiore di circa 20 miliardi rispetto al 2020 e di 4,5 miliardi rispetto al valore del 2019). Il rendimento erariale del settore misurato in relazione alla raccolta lorda del 2021 ammonta all’7,6 per cento”.

Nella nota, al di là della trattazione dei dati economici con conseguente calo della raccolta erariale e il passaggio dell’attività di gioco dal canale retail (per effetto della chiusura e inattività dei punti di vendita) a quello online, con conseguente incremento dell’attività di gioco su canale digitale (seppur quella a minor marginalità per il gettito erariale), ci si sofferma sulle attività di controllo.

Di nostro interesse il richiamo alle segnalazioni pervenute dagli uffici regionali della Agenzia delle Dogane e Monopoli di sospetta intermediazione e di raccolta abusiva di gioco realizzata mediante i Punti vendita ricarica.

Riprendendo quanto riportato da Agimeg rispetto al contenuto della relazione secondo la Corte dei Conti “Detti P.V.R. rappresentano una vera e propria criticità nel sistema del gioco pubblico; in esito ai controlli svolti nel corso degli anni è emerso che presso una rilevante percentuale di essi, oltre all’attività di commercializzazione propria di tali esercizi, si svolge anche l’attività non consentita di raccolta del gioco e di pagamento delle vincite. Infine, in relazione al particolare contesto legato all’emergenza pandemica, soprattutto durante i mesi che hanno registrato la peculiare situazione conseguente alle misure di chiusura del gioco fisico, è stato svolto un attento e costante monitoraggio con analisi dell’andamento dei valori economici e quantitativi del gioco online, le cui risultanze sono state anche comparate sia attraverso incontri bilaterali con rappresentanti di omologhe Autorità nazionali, sia attraverso il tavolo di lavoro attivo tra i regolatori dei principali Paesi europei

Rispetto a quanto sopra descritto dalla Suprema Corte, vorrei condividere alcune riflessioni.

Fra gli effetti pandemici, certo di maggior valenza nella chiusura dei punti vendita, troviamo l’impatto economico dei singoli gestori, costretti a chiusure prolungate, più di ogni altro settore, conseguenza di un pregiudizio di natura politica e culturale che ancora non vuole riconoscere nel gioco legale uno dei principali contribuenti al gettito fiscale, nonché ambito nel quale lavorano decine di migliaia di lavoratori, più volte costretti a manifestare, proprio nel corso del periodo pandemico, il proprio semplice diritto a “voler lavorare”.

In secondo luogo, rispetto al sistema dei controlli effettuati, siamo ben contenti dell’azione volta a sanzionare attività che sono illegali (l’esercizio abusivo di attività di raccolta di gioco, ricordiamo essere un reato di natura penale), così come la recente comunicazione dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che ha sollecitato i Concessionari di gioco a svolgere compiti di verifica e controllo, disciplinando cosa sia l’attività di ricarica e ribadendo il divieto di intermediazione. Rimane però sul tavolo il principale dei temi: quello del riordino di una nuova disciplina del settore del gioco, che tarda sempre più a venire, insieme all’applicazione di dettami normativi già esistenti, come nella attuale formulazione della normativa antiriciclaggio, che ancora non ha visto la nascita del Registro Unico degli Operatori di gioco, registro nel quale devono essere iscritti tutti i soggetti operanti nel settore, compresi eventuali punti vendita ricarica e gli altri soggetti della filiera. Un ritardo oramai non più giustificabile e tassello fondamentale per poter definire una linea di separazione definitiva proprio con quel mondo della “illegalità” che tanto si cita nelle relazioni che con piacere leggiamo, ma che non sempre si è decisi a estirpare con interventi di natura definita.

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