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Il Rapporto UIF 2024 – Seconda parte

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Antiriciclaggio e ComplianceBanca d'Italia - UIF - MEFNews

Il Rapporto UIF 2024 – Seconda parte

I numeri del riciclaggio in Italia: dentro il Rapporto UIF 2024.

Seconda parte – Analisi commentata dei dati

Dopo aver letto, la scorsa settimana, le parole del Direttore Enzo Serata, è arrivato il momento di aprire le 76 pagine del Rapporto Annuale 2024 dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia e vedere cosa dicono i numeri. Perché è nei dati che si misura l’efficacia delle politiche antiriciclaggio, si leggono le tensioni che attraversano l’economia legale e illegale, si capisce dove il sistema regge – e dove invece fatica a reagire.

Il 2024 è stato un anno in cui, pur tra criticità, si sono manifestati segnali di maturazione del sistema. L’analisi che segue è un percorso dentro quei numeri, con l’obiettivo di restituire senso, contesto e criticità.

SOS: un sistema che regge l’urto, ma si trasforma

Nel 2024, la UIF ha ricevuto 145.664 segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Il numero è lievemente inferiore rispetto al 2023 (-3,1%), ma resta il secondo dato più alto di sempre. La contrazione, pur modesta, è attribuibile principalmente al calo di volumi da parte degli intermediari bancari e di Poste Italiane.

Ma ridurre il dato a una semplice flessione sarebbe fuorviante. La verità è che il sistema sta cambiando pelle: si segnala in modo più selettivo, più mirato. In una parola, meglio. Questo è uno dei messaggi centrali del rapporto.

Chi segnala? La composizione dei soggetti obbligati

Il mondo bancario continua a rappresentare la colonna portante del sistema, ma la vera notizia è l’emergere di nuovi protagonisti.

·       Le segnalazioni da parte di professionisti (notai, commercialisti, avvocati) sono in crescita costante, anche se ancora lontane dal loro potenziale. Nel 2024 sono aumentate dell’8,6%, con una punta significativa per i notai.

·       Ancora più marcata è la crescita delle segnalazioni da soggetti non finanziari: +9,7% rispetto al 2023. Si tratta di operatori del comparto immobiliare, compro oro, società di consulenza e in particolare operatori in criptoattività, un segmento che si sta rapidamente strutturando. Da notare come gli operatori in valuta virtuale abbiano raddoppiato la propria incidenza in termini di segnalazioni.

·       La Pubblica Amministrazione resta marginale sul piano quantitativo, ma ha mostrato un primo segnale di risveglio. Le segnalazioni provengono ancora da pochi enti (concentrati nel Centro-Nord), ma si distinguono per accuratezza e tempestività. Alcuni Comuni, agenzie fiscali e organismi di vigilanza locale hanno avviato buone prassi operative.

In sintesi: la platea dei segnalanti si allarga e si diversifica. Non è un cambiamento improvviso, ma strutturale. La cultura dell’antiriciclaggio comincia a uscire dalla nicchia bancaria per investire settori trasversali, e questo è uno degli obiettivi dichiarati dalla UIF.

Qualità delle segnalazioni: meno quantità, più sostanza

Uno degli aspetti su cui la UIF ha insistito di più nel 2024 è la qualità del flusso segnaletico. E i dati confermano un progresso tangibile: la percentuale di SOS valutate a rischio basso o nullo è scesa dal 25% del 2023 al 20% del 2024. Questo significa che gli operatori stanno imparando a filtrare meglio e a non “sparare nel mucchio”.

A contribuire a questo salto di qualità è stato lo strumento QUASAR, una piattaforma proprietaria che attribuisce un indice sintetico di rischio a ciascuna segnalazione. Il risultato è duplice: da un lato migliora il lavoro interno della UIF; dall’altro, consente di restituire feedback mirati ai segnalanti, attivando un ciclo virtuoso di apprendimento.

È una forma evoluta di supervisione, che va oltre la logica “comando-controllo” e punta alla responsabilizzazione dei soggetti obbligati. QUASAR non solo analizza, ma educa.

RADAR e intelligenza finanziaria: il cuore dell’analisi

La UIF non si limita a ricevere e classificare le SOS: ne elabora i contenuti, costruisce reti relazionali, analizza flussi sospetti. Nel 2024 ha gestito 150.785 flussi informativi, tra segnalazioni ordinarie, operazioni transfrontaliere, anomalie su movimentazioni di contante e comunicazioni oggettive.

A rendere possibile questa mole di lavoro è il sistema RADAR, arricchito nel 2024 con nuove funzionalità:

·       Ranking finanziario: classifica i soggetti per rilevanza economica.

·       Link rating: valuta la forza delle connessioni tra soggetti.

·       Filtri per soggetti neutri: esclude operatori irrilevanti per rendere più chiara la rete.

RADAR non è uno strumento di catalogazione, ma un acceleratore cognitivo. Trasforma dati grezzi in intelligenza operativa. Ed è proprio grazie a questo tipo di analisi che la UIF riesce a cogliere schemi sofisticati, che sfuggirebbero a una lettura lineare. Le evoluzioni di RADAR nel 2024 hanno permesso, ad esempio, di identificare strutture societarie fittizie, triangolazioni finanziarie transfrontaliere, e canali di movimentazione alternativi al sistema bancario.

Tempi di lavorazione: l’efficienza migliora

Anche sul piano dei tempi, il 2024 ha segnato un progresso. Il 92% delle SOS ordinarie è stato lavorato entro 60 giorni, contro l’84% dell’anno precedente. È un balzo significativo, frutto di una riorganizzazione interna ma anche dell’adozione di nuovi strumenti digitali, flussi semiautomatici e sistemi di assegnazione intelligente delle pratiche.

La UIF dimostra di saper usare la tecnologia non solo per “fare di più”, ma anche per fare meglio e più in fretta. In alcuni casi, è stata registrata la capacità di intercettare flussi anomali e trasmettere l’informativa alle autorità investigative in meno di 24 ore.

Provvedimenti di sospensione: quando la UIF blocca il denaro

Nel 2024, la UIF ha adottato 188 provvedimenti di sospensione, per un importo complessivo di oltre 63 milioni di euro. Più del 40% è partito su iniziativa diretta dell’Unità. Non si tratta solo di risposte “su richiesta” delle forze di polizia, ma di azioni autonome, spesso frutto di analisi interna.

Le operazioni sospese riguardano in prevalenza:

·       frodi informatiche e phishing bancario,

·       bonifici sospetti tra imprese collegate da relazioni opache,

·       movimentazioni rapidissime su conti riconducibili a soggetti interposti o a imprese “filtro”.

Bloccare in tempo è possibile, ma solo se si sa dove guardare. E il punto è proprio questo: la UIF sta imparando a guardare nel posto giusto, prima che il danno sia compiuto.

Il riscontro investigativo: la UIF come primo filtro dell’illegalità

Il valore delle segnalazioni si misura anche dal riscontro investigativo. E qui i dati sono chiari:

·       la Guardia di Finanza ha validato positivamente circa 48.000 segnalazioni;

·       la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ne ha confermate oltre 9.600, con un tasso di rischio elevato (87% alto o medio-alto);

·       la DIA ha utilizzato dati UIF per proposte di misure patrimoniali relative a beni per oltre 190 milioni di euro.

La UIF è, di fatto, un organo di intelligence economica, capace di orientare in modo decisivo le attività investigative. Un’area grigia che diventa via d’accesso a reati più gravi. Le segnalazioni SOS non sono mere informazioni: sono anticorpi del sistema.

Un bilancio intermedio: dati che parlano di sfide, non solo di successi

Guardando nel complesso il Rapporto, emerge una verità che non si può ignorare: il sistema antiriciclaggio italiano sta migliorando, ma si muove in un ambiente che cambia ancora più velocemente. L’evasione fiscale, le frodi con fondi pubblici, l’infiltrazione mafiosa, l’uso distorto di tecnologie finanziarie restano sfide complesse.

L’introduzione di nuovi strumenti (come QUASAR e RADAR) e l’impegno per la digitalizzazione sono un passo avanti, ma il sistema deve continuare ad allargarsi, integrarsi, evolversi. Molto resta da fare sul versante della collaborazione interistituzionale, dell’allargamento della base segnalante, e della riduzione delle sacche di inefficienza ancora presenti. Le banche da sole non bastano: serve una cultura condivisa, in particolare serve una pubblica amministrazione più presente e una vigilanza che non sia solo controllo, ma prevenzione.

L’ingresso di nuovi attori come l’AMLA, la nuova autorità europea, promette un cambio di passo, ma servirà un impegno coordinato per far sì che l’innovazione tecnologica non resti solo sulla carta. La partita dell’intelligence finanziaria europea si giocherà anche sulla capacità delle autorità nazionali di costruire infrastrutture agili, interconnesse, interoperabili.

Prossimamente: le minacce del futuro (e del presente)

Con questa seconda parte abbiamo esplorato l’anatomia numerica del sistema antiriciclaggio italiano nel 2024. Nella terza e ultima parte, ci concentreremo invece sulle minacce emergenti: criptovalute, stablecoin, frodi PNRR, fideiussioni false, e il nuovo volto della criminalità economica organizzata. Uno sguardo ravvicinato alle strategie dei soggetti più insidiosi e alla capacità del sistema di reagire in tempo reale.

Appuntamento alla prossima settimana, mercoledì 25 giugno, per la terza e ultima parte.

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