News and Blog

Il Rapporto UIF 2024 – Prima Parte

IPARTE-VINACCIO
Antiriciclaggio e ComplianceBanca d'Italia - UIF - MEFNews

Il Rapporto UIF 2024 – Prima Parte

Riciclaggio, frodi e cripto-trappole: Il Direttore della UIF Enzo Serata racconta la nuova frontiera
dell’illegalità finanziaria
“Italia ancora ad alto rischio, ma più pronta a reagire”

Ieri, 10 giugno, presso la Sala Convegni della Banca d’Italia, si è tenuta la presentazione del Rapporto Annuale 2024 dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia. Anche quest’anno, desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Direttore dell’UIF, Dott. Enzo Serata, e al Vice Direttore, Dott. Alfredo Tidu, per il gentile invito a partecipare in presenza a questo importante momento di confronto. L’appuntamento si conferma infatti come una tappa imprescindibile per il sistema italiano di prevenzione del riciclaggio, e l’edizione di quest’anno ha offerto spunti di particolare intensità, sia per la qualità degli interventi che per la profondità strategica delle riflessioni proposte.

Per valorizzare pienamente la ricchezza del materiale presentato, ho deciso di articolare la mia analisi in tre puntate. In questa prima parte, mi soffermerò sui due interventi che hanno aperto i lavori: quello del Ministro dell’Economia, On. Giancarlo Giorgetti, e quello del Direttore dell’UIF, Dott. Serata. Nelle prossime puntate analizzerò i principali dati del rapporto e dedicherò uno spazio specifico all’analisi delle tipologie e delle nuove minacce individuate.

L’intervento del Ministro Giorgetti

Il Ministro ha aperto la giornata sottolineando come il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo rappresenti oggi una delle sfide più complesse e cruciali in un contesto globale segnato da incertezza e dinamiche in rapida evoluzione. Ha posto l’accento sulla necessità di una sinergia istituzionale strutturata a livello nazionale, europeo e internazionale, per garantire una risposta efficace alle minacce emergenti.

Il lavoro della UIF – ha osservato il Ministro – è parte integrante di un sistema che si fonda sulla collaborazione tra autorità e sulla responsabilità condivisa. Le Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), in particolare, costituiscono la base imprescindibile per le indagini e per l’individuazione e il sequestro dei beni di origine illecita.

Tra le minacce più rilevanti emerse dall’ultima Analisi nazionale dei rischi, Giorgetti ha segnalato la crescente diffusione delle cripto-attività a fini illeciti e l’aumento delle frodi informatiche. Di fronte a questo scenario, l’Italia ha già avviato un rafforzamento normativo, sottoponendo i prestatori di servizi in cripto-attività agli stessi obblighi antiriciclaggio degli intermediari tradizionali, e introducendo vincoli di tracciabilità.

Il Ministro ha anche ricordato il ruolo centrale della UIF nel Comitato di Sicurezza Finanziaria e ha sottolineato il suo contributo all’analisi dei rischi. In particolare, ha evidenziato l’impegno dell’Unità nell’attuazione delle sanzioni finanziarie internazionali – soprattutto nei confronti di Russia e Bielorussia – che ha rafforzato la credibilità dell’Italia sul piano internazionale.

Ha concluso con un annuncio significativo: la nascita, presso il MEF, di una nuova Direzione Generale dedicata alla prevenzione dei crimini finanziari, segno concreto dell’attenzione del Governo e preparazione all’attuazione del nuovo pacchetto normativo europeo e dell’operatività della futura Autorità AMLA.

La relazione del Direttore Enzo Serata

È stato un intervento denso, lucido e a tratti allarmante, quello che Enzo Serata, direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, ha pronunciato nel corso della presentazione del Rapporto Annuale 2024.

Fin dalle prime battute il Dott. Serata ringraziandoo istituzioni, colleghi, autorità e personale della UIF, ha sottolineato come la battaglia per la legalità economica non si combatta da soli. Serve un gioco di squadra. E serve soprattutto visione, perché – come ha ricordato – le dinamiche illecite si muovono con rapidità impressionante.

Uno dei passaggi più centrali del suo discorso è stato dedicato all’Analisi nazionale dei rischi, approvata a fine 2024 dal Comitato di Sicurezza Finanziaria. È stato il primo esercizio esteso anche alla minaccia della proliferazione di armi di distruzione di massa. Il quadro che ne emerge è preoccupante: il rischio di riciclaggio in Italia resta “molto significativo”, con epicentri nella corruzione, nell’evasione fiscale, nel narcotraffico e nei reati societari. Serata ha messo l’accento sul ruolo corrosivo della corruzione, che svuota di credibilità le istituzioni e apre varchi alla criminalità organizzata. Ma ha anche indicato un percorso: l’antiriciclaggio può e deve diventare uno strumento per rendere la pubblica amministrazione più impermeabile alle infiltrazioni.

Un capitolo particolarmente ricco e rivelatore della relazione riguarda l’intreccio tra illeciti fiscali, abuso di fondi pubblici, corruzione e criminalità organizzata. Secondo Serata, queste aree non rappresentano fenomeni separati, ma spesso si sovrappongono, si alimentano a vicenda, e trovano terreno fertile in settori dell’economia reale e nella stessa pubblica amministrazione.

Nel 2024, quasi un quarto di tutte le SOS analizzate ha riguardato fattispecie legate a frodi fiscali, confermando che l’evasione e l’elusione restano uno dei principali canali di accumulazione illecita di ricchezza. Le truffe più frequenti sono quelle sulle fatturazioni false, spesso associate all’uso di IBAN virtuali e trasferimenti verso l’estero, in particolare Sud-est asiatico e Cina. Questi flussi illeciti transitano spesso su circuiti poco trasparenti, sfruttando operatori non autorizzati che agiscono come se fossero banche, ma senza gli stessi obblighi di controllo. In pratica, una rete parallela e semi-clandestina di intermediazione finanziaria.

Accanto a questi fenomeni, Serata ha denunciato l’uso distorto dei finanziamenti pubblici, sia ordinari sia straordinari (come quelli del PNRR). Sono stati documentati numerosi casi di imprese beneficiarie che presentavano profili fortemente anomali: aumenti di capitale fittizi, garanzie false, utilizzo dei fondi per estinguere debiti con gli stessi finanziatori, fino a veri e propri conflitti di interesse. In alcuni casi è emerso un modello di business incentrato esclusivamente sulla capacità di trasferire il rischio allo Stato, senza alcun presidio effettivo.

Ancora più inquietante è quanto rilevato nel settore delle fideiussioni a favore della pubblica amministrazione. La UIF ha identificato un numero rilevante di garanzie false, spesso rilasciate da soggetti che si presentavano come procuratori di intermediari esteri autorizzati, ma che in realtà agivano in maniera totalmente abusiva. In queste operazioni compaiono frequentemente broker, mediatori e professionisti, coinvolti nella catena delle frodi con ruoli opachi ma determinanti.

Tutto ciò, ha spiegato Serata, trova un collegamento strutturale con le modalità operative della criminalità organizzata. Circa il 15% delle segnalazioni analizzate è risultato direttamente riconducibile a interessi mafiosi, mentre un ulteriore 18% presenta legami indiretti o sospetti di contesto. Si tratta spesso di operazioni in contanti, frodi fiscali, investimenti nel settore fotovoltaico o in attività a basso presidio regolamentare, dove le mafie riescono a entrare con facilità. Il risultato è un’economia drogata, inquinata da capitali illeciti che alterano la concorrenza, aggirano le regole e corrompono i processi decisionali.

La corruzione, ha detto il Direttore, è la leva attraverso cui le mafie penetrano nelle istituzioni. Ma non solo. È anche il mezzo con cui aziende e individui cercano scorciatoie per accedere a fondi, licenze, autorizzazioni. Ecco perché l’attività della UIF, oltre a individuare i flussi sospetti, si propone di accrescere la consapevolezza della pubblica amministrazione, rendendola più resistente alle pressioni e agli inganni.

Non meno importante è la questione delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Nel 2024 ne sono arrivate più di 145.000 – un numero enorme, che tuttavia segna un lieve calo rispetto all’anno precedente. A calare sono state soprattutto le segnalazioni da parte delle banche e di Poste Italiane, mentre sono cresciute, anche in modo significativo, quelle provenienti dal mondo professionale e da chi opera nel settore delle criptoattività. Un segnale, questo, di maggiore consapevolezza da parte di soggetti finora meno coinvolti.

Ma la quantità da sola non basta. Serata ha insistito molto sulla qualità delle segnalazioni. La UIF ha investito in sistemi come QUASAR e RADAR, capaci di analizzare e classificare meglio i rischi. Ed è grazie a questi strumenti che oggi le SOS a basso rischio sono diminuite: segno che gli operatori stanno affinando il proprio fiuto.

Non è una lotta semplice. Il riciclaggio, oggi, non è più solo questione di contanti e società di comodo. È sempre più spesso digitale, transnazionale e sofisticato. Si muove attraverso IBAN virtuali, sfrutta arbitraggi normativi, si infiltra nei fondi pubblici, nel fotovoltaico, nelle energie rinnovabili, e si serve di strumenti ad alto tasso tecnologico come le stablecoin e i wallet non tracciati. I criminali non usano solo le carte: usano le falle nei sistemi.

E quando la tecnologia avanza, anche la UIF si adegua. Il direttore ha raccontato dei progetti in corso per usare l’intelligenza artificiale nella selezione delle informazioni più rilevanti e nei primi esperimenti di machine learning per filtrare i casi a rischio nullo. Ma ha anche ribadito che la digitalizzazione deve andare di pari passo con la sicurezza e la riservatezza, due principi cardine dell’azione della UIF.

Il rapporto evidenzia anche l’efficacia crescente della collaborazione con le forze investigative. Nei soli ultimi due anni, le SOS analizzate hanno ricevuto circa 48.000 riscontri positivi dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza e quasi 10.000 dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Un riconoscimento concreto del valore di quelle segnalazioni. Un risultato ottenuto anche grazie a un lavoro di dialogo continuo con la magistratura e con altri soggetti vigilanti.

Serata ha poi toccato un tema spesso sottovalutato: quello dei fondi pubblici. Il PNRR ha aperto flussi di denaro enormi. E questi flussi, purtroppo, attirano le frodi. La UIF ha intercettato numerosi tentativi di accesso abusivo ai finanziamenti, spesso condotti attraverso società di comodo, garanzie false o pratiche di auto-finanziamento mascherate. È un terreno minato, dove la collaborazione tra enti pubblici diventa decisiva.

Uno dei punti più forti del discorso è stato riservato alla nascita della nuova Autorità antiriciclaggio europea, l’AMLA, che ha iniziato la sua attività nel 2025. Serata ha parlato di “occasione unica” per rafforzare la coesione europea contro minacce ibride e transfrontaliere. L’Italia gioca un ruolo di primo piano, anche attraverso la partecipazione ai tavoli tecnici per definire gli standard e le metodologie comuni.

Il direttore non ha nascosto le difficoltà. Ha parlato di “inevitabili costi di transizione”, di resistenze, di fatiche operative. Ma ha anche indicato una direzione chiara: armonizzare le regole, condividere i dati, rendere l’antiriciclaggio un sistema più agile, capace di reagire e di prevenire. Non una burocrazia, ma una protezione attiva per l’economia e la democrazia.

In chiusura, il messaggio è stato netto: la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo è una missione nazionale e internazionale, che richiede strumenti all’altezza, ma anche convinzione, senso del dovere e spirito di squadra. La UIF c’è, ha detto Serata, e farà la sua parte.

Questo articolo è il primo di una serie di tre approfondimenti dedicati alla presentazione del Rapporto UIF 2024. Ho scelto di suddividere l’analisi in tre puntate, che saranno pubblicate a cadenza settimanale. Nelle prossime puntate entreremo nel vivo dei dati contenuti nel rapporto e approfondiremo le nuove tipologie di minacce individuate dall’Unità di Informazione Finanziaria. L’intento è quello di restituire, con completezza e rigore, la complessità del lavoro svolto e la direzione che il sistema italiano sta tracciando nella prevenzione dell’illegalità finanziaria

Nella seconda parte, ci concentreremo sui dati emersi dal rapporto: volumi delle segnalazioni, settori più coinvolti, dinamiche operative e andamento dei principali indicatori. La terza parte, infine, sarà dedicata all’analisi delle nuove tipologie di rischio e alle minacce emergenti, con un focus sui fenomeni più insidiosi segnalati dalla UIF nel corso del 2024.

Appuntamento alla prossima settimana con la II^ Parte.

SCARICA IL RAPPORTO UIF ANNUALE 2024

Select the fields to be shown. Others will be hidden. Drag and drop to rearrange the order.
  • Image
  • SKU
  • Rating
  • Price
  • Stock
  • Availability
  • Add to cart
  • Description
  • Content
  • Weight
  • Dimensions
  • Additional information
Click outside to hide the comparison bar
Compare