Frode fiscale e lavoro irregolare: sequestrati oltre 16 milioni di euro. Un classico caso di “società cartiere”
25/03/2025 2025-03-27 18:33Frode fiscale e lavoro irregolare: sequestrati oltre 16 milioni di euro. Un classico caso di “società cartiere”
Frode fiscale e lavoro irregolare: sequestrati oltre 16 milioni di euro. Un classico caso di “società cartiere”
Redazione Scuola Italiana Antiriciclaggio
Nell’ambito di un’articolata attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, con il supporto della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, è stato disposto un sequestro preventivo di beni per oltre 16,7 milioni di euro. Le accuse: emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti legate a contratti fittizi di appalto di manodopera.
L’inchiesta ha svelato un classico schema di frode fiscale basato su società cartiere: soggetti giuridici formalmente esistenti ma privi di reale attività economica, utilizzati per simulare la fornitura di servizi, generare costi fittizi e abbattere il carico fiscale.
In questo caso:
- Centinaia di lavoratori erano formalmente assunti da società “di comodo”, ma di fatto operavano sotto il diretto controllo della società committente;
- Il personale era gestito tramite software interno, in violazione delle regole sulla somministrazione di manodopera;
- Le società “serbatoio” e l’intermediaria omettevano versamenti IVA e IRPEF, praticando prezzi anomali;
- La società committente detraeva indebitamente l’IVA e aggirava i costi legati al lavoro subordinato.
I segnali tipici delle società cartiere erano evidenti:
- Costituzione contemporanea delle società coinvolte, con lo stesso professionista;
- Assunzione in blocco di lavoratori già impiegati in precedenti strutture (la cosiddetta “transumanza” del personale);
- Nessun bilancio o dichiarazione presentata;
- Amministratori nullatenenti e senza esperienza (le classiche “teste di legno”).
I vantaggi illeciti ottenuti:
- Costi artificialmente bassi per i servizi;
- Concorrenza sleale;
- Esclusione da responsabilità fiscali e previdenziali.
La società committente ha poi sanato le irregolarità versando oltre 10 milioni di euro per gli anni 2018–2021. Il sequestro in questione riguarda il residuo di 6,4 milioni a carico degli altri soggetti coinvolti.
Tutte le società sono indagate anche per violazioni al D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa da reato.
European School of Banking Management e Scuola Italiana Antiriciclaggio sottolineano come questo caso rappresenti un esempio concreto dei rischi connessi all’uso distorto degli strumenti societari.
➡️ Formazione, compliance e prevenzione restano le armi più efficaci contro queste distorsioni.